Condizioni dei creditori: la Grecia ci pensa

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Nel corso degli ultimi giorni sono state moltissime le trattative avviate tra la Grecia ed i creditori che hanno cercato, chi in maniera più forte e chi in maniera più lieve, di risollevare lo stato ormai in forte crisi economica e non solo. Le proposte che si sono susseguite in queste ultime ore sono due: quella dei creditori e quindi delle istituzioni, come ad esempio la Banca Centrale Europea, la Fmi e la commissione di Bruxelles e quella di Atene, ovvero del governo greco. Proprio in queste ultime ore la Grecia sembrerebbe convinta ad accettare le condizioni imposte dai creditori, anche se in qualche modo Tsipras sta cercando di regolare meglio la situazione attraverso delle ultime controproposte che potrebbero anche essere viste in maniera negativa dalla controparte. Questi ultimi accordi, oltre a creare movimenti sui maggiori indici statali, stanno alzando di molto i titoli di molte borse europee, come ad esempio sta avvenendo Piazza Affari.

Cosa prevedono le proposte e gli accordi?

I punti principali delle due posizioni non sono moltissimi e riguardano soprattutto le imposte sul valore aggiunto, le tasse ed il commercio in generale. Vediamo brevemente alcune delle caratteristiche più importanti:

  • Le pensioni: la Grecia con i nuovi accordi stabiliti accetterebbe di portare l’età pensionabile a 62 anni per i cittadini che hanno già versato contributi per 40 anni ed a ben 67 anni per quelli senza tanti contributi. Le istituzioni vorrebbero inoltre portare al 6% i contributi alla salute per i pensionati a differenza della proposta di Atene di arrivare massimo al 5%.
  • Le tasse: in questo caso la Grecia propone di aumentare le tasse sulle imprese in generale di 2 punti passando dal 26% al 28%, ma i creditori non sarebbero d’accordo in quanto la loro proposta parla di un aumento al 29%.
  • L’IVA: secondo le varie proposte il governo greco è d’accordo a portare l’IVA al 23% su tutti i prodotti esclusi il cibo, l’acqua, l’energia elettrica ed gli hotel che dovrebbero restare al 13%. I creditori inizialmente volevano portare anche gli hotel al 23%, ma poi hanno modificato aggiungendo una clausola che prevedrebbe una revisione a fine 2016.

Dal punto di vista del debito non ci sono stati moltissimi documenti scritti, ma possiamo dire che la proposta del ministro ellenico Varoufakis, chiamata “Swap”, non è stata accettata. Essa consisteva in un nuovo prestito dalle banche con una scadenza molto ridotta (solo tre anni), attraverso la quale lo stato avrebbe dato i 27 miliardi di titoli detenuti dalla Banca Centrale Europea.

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Unicredit e Intesa volano in borsa

In queste ultime ore tutto fa pensare ad un imminente accoglimento delle condizioni dei creditori da parte del governo greco ed anche le borse iniziano a dare risultati molto positivi. In Europa, la Germania, la Francia ma soprattutto l’Italia hanno aperto le borse in positivo ed a Piazza Affari il paniere del Ftse Mib è avanzato del 2,17% (abbastanza in linea con le aspettative). Questa percentuale positiva è stata possibile soprattutto dagli aumenti dei titoli delle più importanti banche presenti nella nostra nazione che hanno visto un forte aumento degli acquisti. Intesa Sanpaolo è aumentata di un buon 3,2%, ma è stata Unicredit ad aprire con una progressione più alta del 3,73%. Comprare azioni Intesa Sanpaolo ed Unicredit potrebbe creare ottime prospettive positive e benefici portati dalle fluttuazioni dei titoli dal punto di vista borsistico.